Come si diventa Guida Ambientale Escursionistica in Liguria? Il corso organizzato da F.IRE Formazione rappresenta un percorso qualificante di 300 ore che prepara a una professione sempre più richiesta, capace di coniugare accompagnamento escursionistico, valorizzazione del territorio e turismo sostenibile.
Sono aperte presso l’ente formativo F.IRE di Genova (piazza Matteotti 2 / 3b) le iscrizioni alla 9^ edizione del corso per GAE (Guide Ambientali Escursionistiche), la cui qualifica – come noto – abilita alla professione su tutto il territorio regionale.
Corso GAE: Esperienze e Sviluppi
Con comprensibile orgoglio io stesso, uno dei docenti (insegno i patrimoni culturali ecc. “accanto” ai sentieri), guardo avanti, verso questa nuova edizione, forte anche dei più che lusinghieri risultati di tutte le edizioni precedenti. Tanto che alcuni capacissimi corsisti, con cui sono personalmente rimasto in contatto, traguardano ormai quest’opportunità non tanto come reddito complementare, ma come professione della vita.
A latere dei corsi hanno poi preso forma due ulteriori iniziative: la pubblicazione “Parole in movimento”, un glossario di circa 400 voci con cui ho ritenuto utile “accompagnare” alcune tematiche corsuali, e l’imminente presentazione pubblica di 4 itinerari, ideati nelle mie ore d’aula dai (futuri) GAE, che verranno presentati presso 4 biblioteche civiche nell’àmbito del bellissimo progetto “Semi di cultura” del Comune di Genova.
Corso GAE: contenuti e metodologie
Il corso per GAE progettato da F.IRE ha la durata di 300 ore, e propone un taglio quanto mai operativo: escursioni con alcune delle migliori GAE liguri, casi-studio, testimonianze in aula, degustazioni guidate, sitografie, project work conclusivi… Specialistico (e non avrebbe potuto esser diversamente) anche il rapido modulo di lingua inglese, tenuto da Luisa Puppo, saggista e traduttrice dal curriculum ultra-trentennale.
Il ruolo della Guida Ambientale Escursionistica
Tale struttura didattica del resto riflette due grandi mutamenti intervenuti di recente nell’ampio scenario di settore:
- non solo i concetti di ambiente e di escursionismo sono profondamente evoluti, dilatando la visuale, ma
- si consideri che il trekker e il visitatore, specie straniero, desiderano anche in Liguria approfondire una civiltà millenaria, che ha permeato di sé i paesaggi, le ruralità, i borghi. Questi ospiti desiderano camminare per immergersi nelle nostre quotidianità, a contatto con la flora, la fauna, le persone, i mestieri, i manufatti, i riti, le tipicità. Praticano un turismo consapevole, che pone la natura olisticamente al centro dell’esperienza.
Turismo sostenibile, biodiversità e valorizzazione del territorio
Per quanto mi riguarda, sostenibilità e biodiversità “guidano” da anni il mio lavoro, per una tutela valorizzante dei territori su cui vivo ed opero. Subiamo infatti un antropocene globalizzante, accelerato e brutale, che pone a rischio tanto il futuro del Pianeta quanto, su scala più locale, le sorti delle comunità. E dobbiamo quindi rimboccarci le maniche, nessuno si senta escluso.
La Liguria: un patrimonio da conoscere e raccontare
In tal senso, la Liguria mette sul piatto aree protette, bandiere blu e arancioni, alte vie, prodotti a origine certificata fra cui un olio extravergine d’elezione, peculiarità che specchiano il verde nell’azzurro. In particolare un entroterra forestatissimo (è il 90% della regione ma aggrega solo il 10% delle economie), un clima gradevole pressoché 365 giorni l’anno (il che consentirebbe anche una reale destagionalizzazione delle presenze turistiche), e un forziere di risorse di cui le GAE sono – per così dire – custodi e ambasciatrici, fungendo contemporaneamente da antenne e da storyteller.
Risorse che talora racchiudiamo anche nella felice espressione (latina) genius loci, poiché raccontano chi siamo e come siamo, tecci gunbi vissai caselle mulini… Risorse alle quali l’Unesco medesima si è mostrata sensibile inserendole nei propri “patrimoni dell’umanità”, si pensi ai muretti a secco, alla dieta mediterranea…
Di questo e di tanto altro, dunque, parleremo durante il corso, che partirà in autunno, dopo le ferie estive.
Informazioni, e iscrizioni, al numero:
010.9820.702 e alla mail formazione@entefire.it
Io vi aspetto! Ma chi frequenta la faggeta demaniale della Barbottina, al Melogno, può di frequente già incontrarmi là…
Autore dell’articolo: Umberto Curti – Ligucibario®