F.IRE S.r.l. Società Benefit annuncia la conformità al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 – un traguardo che rafforza il patto di trasparenza con aziende, corsisti e territorio.

Indice

  1. Oltre l’adempimento: una scelta di identità
  2. Cos’è il Modello 231 e perché è rilevante per chi si forma con F.IRE
  3. Un ecosistema di certificazioni che si tengono insieme
  4. L’Organismo di Vigilanza e la formazione interna
  5. FAQ

Oltre l’adempimento: una scelta di identità

F.IRE opera da oltre ventitré anni nella formazione professionale con un’idea precisa: formare valore consapevole. Tradurre questa missione in processi aziendali significa presidiare non solo la qualità didattica ma anche l’integrità dei comportamenti organizzativi – dalla selezione dei docenti alla gestione dei rapporti con le pubbliche amministrazioni, dalla rendicontazione dei fondi interprofessionali alla tutela della sicurezza sul lavoro.

Il D.Lgs. 231/2001 introduce la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi da amministratori, dirigenti o dipendenti. Dotarsi di un Modello 231 non è obbligatorio per legge, ma F.IRE ha scelto di adottarlo. Non un’autodichiarazione, ma una verifica indipendente che attesta la solidità dei presidi adottati.

Per una Società Benefit come F.IRE – che ha già scelto di misurarsi con lo standard B Corp™ e di inserire nello statuto l’impegno a generare effetti positivi su ambiente, società, comunità e territoriil Modello 231 è la naturale prosecuzione di un percorso di responsabilità che mette la legalità al centro della governance.

 

Cos’è il Modello 231 e perché è rilevante per chi si forma con F.IRE

Il Modello 231 mappa le aree di rischio dell’organizzazione e definisce per ciascuna protocolli, procedure e controlli che rendono tracciabile e verificabile ogni processo sensibile. Gli Audit con l’OdV (Organismo di Vigilanza) percmettono di garantire la conformità al Modello e alla specifica realtà aziendale di F.IRE – un ente che ogni giorno forma lavoratori, apprendisti, professionisti e che gestisce risorse pubbliche attraverso bandi e finanziamenti.

Per i clienti e i partner, il Modello 231 significa una garanzia concreta: il soggetto che eroga la formazione opera dentro un perimetro di regole chiaro, presidiato e verificato. Per i corsisti significa sapere che la propria esperienza formativa si svolge all’interno di un’organizzazione che ha scelto volontariamente di rendere trasparenti e controllabili i propri meccanismi decisionali. In un settore, quello della formazione professionale, dove la fiducia è il bene più prezioso, la certificazione 231 è un vantaggio competitivo reale.

Un ecosistema di certificazioni che si tengono insieme

Il modello 231 non arriva isolata. F.IRE l’ha innestata in un Sistema di Gestione Integrato già solido: la UNI EN ISO 9001:2015 rilasciata da RINA garantisce la qualità della progettazione ed erogazione dei corsi; la UNI/PdR 125:2022 certifica l’impegno per la parità di genere e un ambiente di lavoro inclusivo; la certificazione B Corp™ , ottenuta quest’anno, misura e rendiconta l’impatto sociale e ambientale dell’impresa.

Insieme, queste certificazioni compongono un presidio a 360 gradi: la ISO 9001 sulla qualità didattica, la PdR 125 sull’equità interna, la B Corp™ sull’impatto esterno, il Modello 231 sulla legalità e prevenzione dei rischi. Quattro assi che traducono la visione di F.IRE – “Formazione di Valore per la Sostenibilità” – in processi misurabili e verificati da terzi.

L’Organismo di Vigilanza e la formazione interna

Un Modello 231 efficace non vive sulla carta: ha bisogno di un Organismo di Vigilanza autonomo e indipendente che ne controlli l’applicazione quotidiana, e di un sistema di formazione interna che porti ogni collaboratore a conoscere e riconoscere i comportamenti a rischio. F.IRE ha attivato entrambi: l’OdV vigila sul funzionamento e l’osservanza del Modello, mentre il personale segue sessioni di aggiornamento sui contenuti del decreto e sui protocolli adottati.

È un cambiamento culturale prima ancora che procedurale. Per un ente che fa della formazione il proprio core business, formare prima se stesso alla cultura della compliance e della prevenzione è insieme una coerenza e un messaggio: la qualità dell’insegnamento comincia dalla qualità dell’organizzazione che lo eroga.

FAQ

Il Modello 231 è obbligatorio per un ente di formazione?

No, il D.Lgs. 231/2001 non impone l’adozione obbligatoria del Modello. F.IRE ha scelto volontariamente di adottarlo.

Cosa c’entra il Modello 231 con la formazione?

I reati-presupposto del decreto includono – tra gli altri – le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies), i reati informatici, la corruzione e i reati contro la Pubblica Amministrazione. Tutte aree sensibili per un ente che opera con finanziamenti pubblici, dati personali dei corsisti e ambienti di lavoro condivisi.

Il Modello 231 riguarda anche la sicurezza dei corsisti in aula?

Sì, indirettamente. Il Modello presidia anche i protocolli di sicurezza sul lavoro, il che significa che le aule, le attrezzature e l’organizzazione logistica di F.IRE sono coperte da procedure di controllo che prevengono e mitigano i rischi per chiunque entri negli spazi formativi.

Come si integra con la certificazione ISO 9001 che F.IRE già possiede?

I processi mappati per la qualità (ISO 9001) sono stati analizzati anche sotto il profilo della prevenzione dei reati, creando un sistema integrato in cui ogni procedura serve simultaneamente l’efficienza didattica e la conformità normativa.

Chi può segnalare violazioni del Modello 231 in F.IRE?

Chiunque – dipendenti, collaboratori, corsisti, fornitori – può utilizzare il canale di segnalazione whistleblowing attivato da F.IRE, con garanzia di riservatezza e protezione per il segnalante, in conformità con la normativa vigente.