Mamma mia, in Liguria non si tiene più un evento “food” in cui qualcuno non pesti basilico nel mortaio…

Gloria a quella salsa verde che tanti amano, ma la cucina ligure non è mai stata, né mai sarà, solo pesto.

Ecco l’intento con cui F.IRE e Umberto Curti cantierano questo percorso di 50 ore (quasi tutte in presenza) destinato allo specifico aggiornamento delle Guide turistiche e del quale sono aperte le iscrizioni (formazione@entefire.it e 010 9820702).

Un percorso che – anche attraverso degustazioni, docufilm, visite in esterna… – conduce l’aula verso una conoscenza ben spendibile di un’identità enogastronomica e culturale realmente regionale.

Alcune cultivar, alcuni prodotti e alcune peculiari tradizioni di tutte le 4 province, nessuna esclusa, saranno infatti oggetto di approfondimenti accurati e il più possibile sensoriali.

Per l’Imperiese, ad esempio, figurerà tra i protagonisti la sardenaira , celebrità anzitutto di Sanremo, ov’è non a caso assurta alla de.co. Una “torta” (salata) che nacque sovrastata di sardine, donde il nome, e ovviamente senza pomodoro, poiché il Nuovo Mondo era ancora di là da venire… Sua parente prossima è la pissalandrea, celebrità anzitutto di Imperia, ov’è assurta alla de.co. Qui tuttavia il nome si lega a “peis-salat”, i pesciolini salati che dalla Catalogna via Provenza arricchivano questa preparazione, in francese pissaladière.

Nei calici, un Vermentino della locale DOC rivierasca, servito a 11°C in tulipani a stelo alto, può rappresentare un partner ideale per entrambe, per un cincin ad alto tasso…di tipicità.

Buona Liguria a tutti, e vi aspettiamo! Le lezioni si terranno a Genova, nella centralissima Piazza Matteotti.

F.IRE e Umberto Curti (Ligucibario®)